FAQ (domande e risposte)

faq

• Ho un piccolo negozio/ufficio con 1 solo dipendente, è vero che devo fare il Documento di Valutazione del Rischio (DVR) ? A me avevano detto che bastava un’ autocertificazione…

R – Deve fare il DVR; dal giugno 2013 non sono più ammesse le autocertificazioni ed è inconferente il numero di lavoratori. Il DVR va redatto anche se un’ Impresa ha 1 solo lavoratore, fosse anche a chiamata, stagista, volontario, ecc…


• Io sono una parrucchiera e ho una sola lavoratrice, tra l’altro non è dipendente, devo fare qualcosa per la sicurezza?

R – Certo, il D. Lgs. 81/08 riguarda tutte le imprese con almeno 1 lavoratore ed è inconferente il rapporto giuridico della collaborazione, cioè non cambia nulla che sia dipendente, a progetto, stagista o a chiamata. Anche il fatto che sia retribuito o meno non cambia gli obblighi.
La parrucchiera con 1 lavoratrice dovrà dunque avere 1 Responsabile della Sicurezza, dovrà far fare alla lavoratrice un corso di 8 ore in tema di Sicurezza e dovrà anche fare la formazione in tema Primo Soccorso ed Antincendio.
Inoltre, dovrà aver redatto il Documento di Valutazione del Rischio.


• Tutte le imprese devono nominare il Medico del Lavoro?

No, ma la risposta va cercata nel DVR. Solo in presenza di alcuni rischi (p.e. movimentazione carichi, rumore, vibrazioni, uso di sostanze chimiche pericolose, uso del computer oltre le 20 ore/settimana) è obbligatoria la nomina.


• Quante persone devo formare su Primo Soccorso ed Antincendio?

La legge dice un NUMERO IDONEO e SUFFICIENTE. Vuol dire che nel luogo di lavoro ci deve essere SEMPRE un addetto in grado di intervenire. Ciò vuol dire, sempre minimo 2 persone da formare (se uno è in ferie, malattia, ecc…dobbiamo essere coperti), ma a volte se ne debbono formare molti di più. Pensiamo ad un lavoro svolto in più sedi, o ad un lavoro svolto su più turni; in questi casi dovrò quindi avere minimo 2 persone formate per Sede, per turno, ecc…


• Devo fare formazione anche su altri temi ai lavoratori?

Dal 26.1.2012 TUTTI I LAVORATORI (anche stagisti, tirocinanti, o “amici” che mi danno una mano…) devono essere formati sulla sicurezza in generale e sui rischi specifici della loro mansione. Tali corsi devono durare 8 ore se è una mansione a basso rischio (un impiegato, una commessa, una parrucchiera…), oppure 12 o 16 ore per settori più pericolosi (trasporti, edilizia, sanità…)


• Vedo dal sito che siete a Trieste e Milano… fate quindi i corsi anche a Milano?

Si; i corsi li teniamo anche a Milano e si possono fare presso la Vs. Azienda o presso il ns. ufficio Zona Stazione Centrale, dove disponiamo di una sala formazione con circa 30 posti.


• E’ obbligatorio nominare un RLS? E un preposto?

E’ obbligatorio dimostrare di aver informato i lavoratori del loro diritto a nominare un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. Il RLS verrà scelto da loro, non dal datore di lavoro, e non potrà essere nè il datore di lavoro nè il RSPP. Il RLS scelto, dovrà fare un corso di 32 ore all’atto della nomina e poi un aggiornamento annuale di 4 od 8 ore a seconda del fatto che l’ Impresa superi o meno i 50 lavoratori. Se invece i lavoratori non vogliono esercitare questo loro diritto, l’azienda avrà un referente esterno per questa funzione, detto RLST, che è una figura che tutela le aziende di un certo comparto/settore.
Il preposto invece non è obbligatorio per tutti; dipende dall’organizzazione aziendale. Se ho un’ impresa articolata su più sedi, su più reparti, turni, ecc… sarà altamente consigliato, a tutela soprattutto del datore di lavoro.


• Io faccio il gioielliere e da noi si rischia anche la rapina. Questo però non c’entra con la sicurezza sul lavoro…(?)

L’ Art.28 del D. Lgs. 81/08 stabilisce che il datore di lavoro DEVE valutare TUTTI I RISCHI, compresi quelli particolari. Per esempio se sono un gioielliere : non adottare tutte le misure per prevenire una rapina (bisogna essere esperti per farlo) = favorire il rischio rapina; se avviene il fatto ed il mio lavoratore riporta delle conseguenze, ne consegue una responsabilità del datore di lavoro. Questo è solo un ragionamento che vale in mille situazioni di rischio non gestito correttamente.


• Un mio lavoratore ha già fatto per conto suo un corso di primo soccorso di 40 ore ben più completo dei vostri, quindi sono già a posto per questo, giusto?

Sbagliato. Per il primo soccorso gli attestati devono dichiarare che il corso è conforme al DM 388/03; se una persona ha fatto corsi ben più articolati e completi, ma non comprendono anche quanto stabilito dal DM 388/03, questi corsi non daranno necessariamente i titoli per essere inquadrato in azienda come addetto all’emergenza di primo soccorso.


• 3 miei lavoratori sono stranieri e non parlano italiano bene, ma io ve li mando lo stesso ai corsi perchè tanto mi interessa solo l’attestato, va bene?

I lavoratori che non hanno una sufficiente padronanza della lingua italiana devono essere formati nella loro lingua o con l’ausilio di un interprete. In caso diverso, se si verificasse un incidente, la “marachella” di aver formato i lavoratori in una lingua per loro incomprenibile, verrebbe a galla immediatamente, con comprensibili conseguenze. Lonza Consulting Group in ogni caso non ammette ai propri corsi i lavoratori senza una sufficiente conoscenza della lingua italiana.
Siamo disponibili ad effettuare docenze anche in lingua Inglese.


• Ho un negozio di 40 mq; ho chiamato i Vigili del Fuoco per sapere se dovevo fare da loro delle carte e mi hanno detto di no, quindi non devo fare niente?

Le realtà a basso rischio incendio non devono avere infatti dei permessi dai VVF, ma ciò non vuol dire che non devono fare nulla! Gli obblighi previsti dal D. Lgs. 81/08 e D.M. 10.3.98 rimangono e quindi ogni impresa dovrà avere per esempio gli estintori, gli addetti all’emergenza antincendio, ecc…p.e. anche se ho un negozio di 10 mq…
Nello stesso tempo è vero che dai Pompieri non dovrò gestire alcuna pratica formale.


• Tutti sono obbligati ad avere un RSPP? Se SI posso farlo io come titolare dell’impresa?

Tutte le imprese soggette al D.Lgs. 81/08 (quindi tutti salvo chi non ha nemmeno 1 collaboratore) devono avere un RSPP. Lo può fare il datore di lavoro solo se l’ Impresa non supera certi limiti dimensionali e sempre dopo aver fatto un corso specifico. In caso diverso dovrà essere nominato un RSPP esterno, accertandosi che possegga tutti i requisiti di legge.


• Ogni quanto tempo vanno aggiornati i corsi?

Dipende dal corso, ma facciamo alcuni esempi.
Corso RSPP ogni 5 anni, RLS ogni anno, primo soccorso ogni 3 anni. Il corso antincendio deve essere aggiornato periodicamente, come ogni tipo di formazione in tema di sicurezza, ma il D.M. 10.3.98 non specifica ogni quanto. E’ prassi allinearsi al primo soccorso e quindi si consiglia un aggiornamento ogni massimo 3 anni.


• La valutazione del rischio ogni quanto deve essere aggiornata?

Non c’è un termine prefissato, ma va aggiornata solo quando non rispecchia più una situazione attuale o ci sono dei nuovi riferimenti di legge che la rendono obsoleta od incompleta. Per esempio se cambio sede, introduco un nuovo macchinario, un nuovo servizio o mansione, allora, da quando interviene questo elemento nuovo, avrò 30 giorni di tempo per aggiornare il DVR.
Il DVR andrà anche aggiornato nel caso si verifichi un infortunio che metta in evidenza delle lacune nelle misure di prevenzione; in tal caso andranno intraprese delle misure correttive ed aggiornato quindi il DVR.
Anche in assenza di variazioni e di introduzione di nuovi fattori di rischio, vanno AGGIORNATE LE MISURAZIONI DI RUMORE E VIBRAZIONI OGNI 4 ANNI; simile discorso per lo stress lavoro correlato che si deve AGGIORNARE OGNI 2 anni.


• Entro quanto tempo se apro una nuova attività devo fare tutte queste cose?

Entro 90 giorni max dovrò redigere il Documento di Valutazione del Rischio e dovrò poi aver terminato la formazione dei lavoratori entro max 60 giorni dall’assunzione (o dall’inizio della collaborazione, stage, tirocinio, ecc…).


• Se uno non è in regola, paga una multa eventualmente e basta o non è così?

Paga una contravvenzione ed estingue gli aspetti penali (cd. oblazione) solo se l’ irregolarità non ha prodotto danni. Paga la contravvenzione e poi ovviamente deve anche mettersi in regola. Se però la violazione delle norme ha avuto un nesso di causa con il verificarsi di un infortunio, la cosa è completamente diversa, perché si rientra nel campo dei cd. “delitti” e la situazione ha sempre conseguenze anche penali.


• Mi hanno detto che devo spendere un sacco di soldi perché devo misurare il rumore e le vibrazioni. Io sono un piccolo artigiano e uso solo qualche trapano e una flex; sarà vero?

Le hanno detto il vero, ahimè! Le attività artigianali come quella descritta, devono ottemperare a questi obblighi previsti per la gestione del rischio rumore e vibrazioni che richiede misure strumentali specifiche e non può essere effettuato “ad orecchio…”.


• Quanto costa fare una valutazione del rischio? E per i corsi quanto devo spendere?

Le valutazioni del rischio partono da € 299 + IVA nei casi più semplici, mentre per i corsi se va alla voce “calendario corsi” i nostri prezzi sono esposti.


• Come ed in che tempi posso risolvere tutte queste rogne?

Contattandoci «cliccando qui» oppure allo 040.947195 per TRIESTE e allo 02.671658000 per MILANO, con orario 8.30-12.30; i prezzi sono chiari e pubblici ed i tempi saranno estremamente celeri.